venerdì 18 settembre 2026

live report Mark Geary

 Mark Geary: quando la musica cura e lenisce il dolore

di Laura Bianchi

Concerto del 02/08/2026


Siamo in tanti, stasera, nel parco del Feel Rouge Café di Ternate (VA); ci siamo, e non solo perché Mark Geary passa di qui, e perché è appena uscito il suo nuovo EP Antebellum, dopo The time of Locusts, e siamo curiosi di ascoltarlo dal vivo. Siamo in tanti, perché sono giorni difficili per la musica irlandese, ma anche per gli appassionati: Glen Hansard è morto tragicamente, e chi lo ama sa quale immenso vuoto lascia nel cuore.

Ma il vuoto aspetta di essere riempito, non solo coi ricordi, che Mescalina ha raccolto in un lungo special, ma anche e soprattutto con la musica, sua e di chi gli è stato vicino. Come Geary, amico di una vita, vicino di casa, che ha aperto per Hansard in molti concerti, tra cui uno indimenticabile al Vittoriale di Gardone Riviera, che aveva appena iniziato un lungo tour promozionale, e che domani partirà per Dublino, per essere presente al funerale del songwriter, insieme a tanti altri artisti e amici.

Gli abbracci non si contano, come anche le lacrime che Geary,

irlandese purosangue, passionale e spontaneo, lascia scorrere liberamente sul volto, mentre, con evidente emozione, propone un set dall'intensità a tratti insostenibile. Accompagnato dagli imprescindibili Muli a vento, a cui si aggiungono le voci di Marco Bernasconi e di Sonia, neozelandese di stanza a Parigi, il cantautore dublinese cura e lenisce il dolore collettivo con carezze musicali, con abbracci di parole, con una voce a volte rotta dall'emozione, come nel caso dell'immortale Dirty Old Town, ma spesso energica, come se fosse possibile esorcizzare la sofferenza attraverso lunghe suites, che si interrompono e riprendono, trasformandosi da acustiche a elettriche e viceversa, da soffici a distorte e viceversa, mentre la voce si fa morbida o inquieta, a seconda delle vibrazioni che vuole trasmettere.

I suoi compagni lo seguono a occhi chiusi, a dispetto del fatto che siano tutti italianissimi, e che non abbiano quasi provato la maggior parte delle canzoni, grazie al miracolo di un'intesa che va oltre lo spartito; ascoltiamo quindi la dylaniana e dilaniante Just Like Tom Thumb's Blues, tiratissima, che finisce con i musicisti unplugged, stretti insieme in un abbraccio interminabile; o una Adam And Eve che non dimostra i suoi 24 anni, ma viene eseguita con una coinvolgente alternanza di toni e timbri, con una parte tradotta in italiano e cantata dal chitarrista, Renato, che aveva cantato con Hansard sette anni fa, e il coro finale che travolge tutti, in un momento necessario, catartico, urgente.


La vita di Geary ci si presenta com'è, ora: fragilità emotive, relazioni fallite, tenerezza, sofferenza, riconciliazioni, pentimenti, e tanta fiducia negli altri; e noi tutti ci raccogliamo intorno a questo artigiano di canzoni, che usa la chitarra come uno scudo contro le avversità dell'esistenza, e ci invita tutti a ripararci e a riparare i nostri guasti. "I am broken...but tonight you helped me!", ci ringrazia alla fine. Mentre siamo noi a ringraziare lui.

Tra poco, Geary riprenderà il suo tour: stiamogli vicini. Stiamo tutti vicini, l'uno all'altro, ché questi sono tempi difficili, e la musica è capace di lenire il dolore.



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