martedì 23 giugno 2026

THE ROOTWORKERS retrospettiva

House concert Agorà - Vasto

 Sabato 27 giugno 2026



The Rootworkers annunciano l’uscita del nuovo album con Devil on My Bed, primo singolo estratto da Don’t Beat a Dead Horse, in arrivo a ottobre per Bloos Records. Il brano sarà disponibile da venerdì 19 settembre 2025, accompagnato da un videoclip diretto da Paolo Tasso, che ne traduce in immagini la tensione ipnotica e l’immaginario maudit.

Con Devil on My Bed, la band marchigiana mette subito in chiaro le nuove coordinate del progetto: un blues elettrico, contaminato, viscerale, che parte dalle radici ma le distorce, le reinventa, le spinge in territori psichedelici con urgenza contemporanea.

Affermano i Rootworkers: “I diavoli hanno fame. I vecchi spiriti che tormentavano i suonatori del Mississippi non si fermano mai, vengono a cercarci fin sotto le lenzuola. Con Devil on My Bed li abbiamo accolti, ascoltati, suonati ed uccisi, scaraventandoli in una dimensione piena di fuzz, di chitarre slide che diventano violini e di risvolti psichedelici che annullano l’effetto della gravità!”

Il singolo è un viaggio nel lato più sanguigno e visionario della band, tra riff saturi, atmosfere solfuree e derive oniriche: il blues come pratica rituale, trasfigurato in una nuova liturgia sonora del presente. Registrato all’Astronave Recording Studio di Recanati (MC) e prodotto da Frankie Wah dei Little Pieces of Marmelade, il brano anticipa l’estetica e il suono del primo full length della band, Don’t Beat a Dead Horse: un lavoro dove le strutture si fanno essenziali, la scrittura più audace e i riferimenti al delta blues del passato diventano sfumature da decostruire.


The Rootworkers nascono nel 2019 ad Appignano (MC), spinti da una comune passione per il delta blues e le sue ramificazioni più viscerali. Enrico Palazzesi (voce, chitarra e testi), Andrea Ballante (chitarra), Lorenzo Cespi (basso) ed Enrico Bordoni (batteria e tastiere) hanno saputo attingere da soul, garage, rock psichedelico e songwriting contemporaneo, fino a sviluppare un’identità sonora riconoscibile ed intensa. Nel 2022 pubblicano come autoproduzione l’EP d’esordio Attack, Blues, Release, a cui fa seguito a stretto giro il singolo Dead Flower Blues, grazie ai quali inaugurano una fitta stagione di live in giro per lo Stivale, calcando i palchi di Seravezza Blues, San Severino Blues e condividendo la scena con Sick Tamburo, King Hannah, Cinelli Brothers, Reverend Beat Man e Dome La Muerte, tra gli altri. Nel 2025 esce per Bloos Records il loro primo full length e secondo lavoro in studio, Don’t Beat a Dead Horse, registrato con Frankie Wah (Little Peaces of Marmelade) ed anticipato dal singolo Devil on My Bed. L’album afferma una scrittura più matura e personale, che supera i cliché del blues per esplorarne nuove possibilità espressive.

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sabato 20 giugno 2026

The Rootworkers - Recensione

 Don't Beat a Dead Horse

House concert Agorà



The Rootworkers - Enrico Palazzesi (Voce, chitarre), Andrea Ballante (chitarre), Lorenzo Cespi (basso) ed Enrico Bordoni (batteria e tastiere) - sono un gruppo delle Marche, che mixa Jack White, Muddy Waters, Jon Spencer Blues Explosion e Led Zeppelin per creare la propria pozione di rock, blues e garage. Nascono nel 2019 ad Appignano (MC), spinti dalla comune passione per il delta blues, al quale però vengono aggiunti soul, garage, rock psichedelico, alla ricerca della propria ricetta. L’EP d’esordio, Attack, Blues, Release, è del 2022, al quale fa seguito un tour per i festival blues della penisola. Questo Don’t Beat a Dead Horse - pubblicato per l’etichetta Bloos Records, registrato, mixato e prodotto da Frankie Wah agli Astronave Recording Studios di Recanati (MC) - è il primo full lenght e segna un importante salto stilistico e sonoro verso la terra di origine di tutti quei generi musicali che li hanno ispirati.

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mercoledì 10 giugno 2026

Musica & Libri

 

Non aspettatevi il solito club. Efesto, la concert house nel cuore di Bologna


Immaginatevi questo ossimoro: note rock e indie di una chitarra o un basso che suonano in una sala rinascimentale con alle spalle un caminetto, dove al posto del fuoco riverberano luci rosse, blu, viola, verdi a seconda dell’occasione. Si chiama Efesto ed è una Concert House, ovvero un’abitazione privata dove la distanza tra pubblico e artisti è ridotta all’osso e l’interazione è assicurata. Nello specifico Efesto House, si trova in via Castiglione 35, all’interno del cinquecentesco Palazzo Certani e ha già ospitato negli anni noti artisti nazionali e internazionali.

Il socio fondatore e responsabile della programmazione artistica e della comunicazione si chiama Lorenzo Massa e lo abbiamo incontrato per farci raccontare qualcosa in più sulla realtà Efesto.

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