domenica 30 agosto 2026

Il tentativo di rispondere a un quesito spaventoso: Gino Castaldo e "La musica è finita. Appunti per una rivoluzione"

 Non temete, non si tratta della solita critica alla modernità in favore del vintage per far contenti i boomer brontoloni, il libro si snoda su percorsi diversi dove unica protagonista è la musica e la sua importanza storica, sociale, politica e anche sentimentale.


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La musica è veramente finita? Gino Castaldo prova a dare la sua risposta a questa domanda nel suo ultimo libro. Lo fa iniziando un viaggio nella musica non soltanto tra canzoni e artisti che hanno fatto la storia della musica, ma anche nella storia dei supporti che hanno reso possibile la diffusione di note e suoni. E che sia ben chiaro a tutti, soprattutto ai puristi dell’audio: senza un giradischi oggi parleremmo di altro.

Castaldo ci dice fin da subito che ognuno di noi ha la responsabilità morale, ma anche pratica, di salvare la musica, di averne cura per far sì che essa continui a suonare. È indubbio che stiamo assistendo ad uno stravolgimento della musica che non sempre riusciamo a capire e, d'altronde, non necessariamente dobbiamo comprendere. La musica attualmente in circolazione è un flusso continuo che parte dal dopoguerra e arriva ai giorni nostri. Se poi aggiungiamo anche la musica dei grandi compositori classici possiamo affermare che essa è ben lungi dall'essere sul punto di tirare le cuoia. Eppure c’è qualcosa che non va. Ma cosa?

Una prima causa importante è certamente la rete: Internet ha, inevitabilmente, contribuito all’imbarbarimento del genere umano. Da strumento di diffusione di notizie e informazioni utili per aiutare la crescita sociale e culturale delle persone, si è trasformato in un veicolo di idiozie, un vero toccasana per quelli che alle elementari disegnavano cazzi sul banco e adesso hanno la possibilità di esternare, senza vergogna, la propria ignoranza e riluttanza a crescere culturalmente.

Annullare la recettività della mente, accorciare i tempi di attenzione, la riduzione della concentrazione causata dalla diffusione di video stupidi e virali o tutorial su come pulirsi il culo con la carta igienica ha dato vita ad una nuova generazione di ignoranti e “analfabeti funzionali”, incapaci di comprendere perché senza nessuna voglia di comprendere.

È palese che non va demonizzato lo strumento, che assolve al suo compito di diffusione di informazioni. Castaldo ci porta per mano nelle varie fasi che la musica ha attraversato, dal “vecchio” 33 giri alla musica liquida; in mezzo c’è la nostra vita e non è cosa da poco. Associare ad un disco un volto, un avvenimento e soprattutto un ricordo è un fatto assai comune.

Ricordo bene quando comprai "The River": era un giorno di pioggia, in motorino, per evitare che si bagnasse lo misi sotto il giubbino. Presi tanta di quella acqua e un cazziatone da mia madre, ma almeno il disco del Boss era salvo e sta ancora con me dopo 36 anni. Riuscireste ad avere un ricordo simile con la musica liquida? Castaldo sa che non si può fare ed è un piacere leggere, tra le pagine del suo libro, una “Piccola Letterina Elegiaca in onore del Vinile”. 

Non temete, non si tratta della solita critica alla modernità in favore del vintage per far contenti i boomer brontoloni, il libro si snoda su percorsi diversi dove unica protagonista è la musica e la sua importanza storica, sociale, politica e anche sentimentale.

Per un po’ lasciate perdere i social e TikTok, mettete su un po’ di musica, quella che vi piace, e lasciatevi guidare dalle parole di Gino. Accadrà una magia, una cosa inaspettata che non credevate possibile: vi sentirete vivi e lo sarà anche la musica.

Autore: GINO CASTALDO
Editore: HARPER COLLINS
Pagine: 208
Prezzo: € 17,90

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