Guida al cantautore irlandese e al suo nuovo album
Mark Geary è un ragazzone irlandese dalla faccia buona e dai modi gentili. Ha l’aria un po’ stazzonata, lo sguardo tranquillo ma sveglio. Si capisce che gli piace conoscere le persone, e sembra che viva come una missione il farle sentire a loro agio.
Ha 53 anni, e una storia notevole alle spalle: cresciuto a Dublino con sei fratelli, nel 1992 si trasferì a New York dopo aver vinto quella che gli americani chiamano la lotteria della Green Card, un programma di distribuzione di permessi di soggiorno legato appunto a un’estrazione. Ogni anno partecipano circa undici milioni di persone, e la carta verde tocca a una su duecento. Così Geary cominciò a suonare al Sin-è, gestito da uno dei fratelli, il bar dov’erano passati tanti irlandesi affermati, lo stesso bar in cui Glen Hasard aveva lasciato il palco al ragazzo che stava al mixer, Jeff Buckley, che poi su quel palco ci si era piazzato stabilmente, almeno per un po’, come una specie di resident artist.
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